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Trentino Alto Adige

L'alto lago di Garda

Ulivi a settanta metri di quota, con duemila metri di roccia sopra.

La punta nord del lago di Garda sta in Trentino, ed è il posto più strano della regione: a settanta metri sul livello del mare, con gli ulivi, i limoni e le palme, e sopra le pareti del monte Brione e della Rocchetta che salgono di duemila metri in orizzontale. Il clima è mediterraneo per via dell'acqua del lago, che d'inverno non scende sotto i sette gradi.

I paesi sono tre: Riva del Garda, con il centro veneziano e la rocca sull'acqua; Torbole, che è il paese del vento; Nago, sopra, con le marmitte dei giganti scavate dal ghiacciaio. Intorno ci sono una ventina di campeggi, ed è la zona con la maggiore concentrazione della regione.

Il vento

Il lago ha due venti regolari, e li ha da sempre: il Peler scende da nord la mattina presto, l'Ora sale da sud dopo mezzogiorno e tira fino a sera. Questa regolarità ha fatto dell'alto Garda uno dei posti più usati al mondo per la vela e per il windsurf, e a Torbole si allenano squadre olimpiche. Chi non naviga può limitarsi a guardare: alle due del pomeriggio il lago si riempie di vele in dieci minuti.

Cosa si fa oltre all'acqua

La ciclabile del Garda corre sulla riva; la vecchia strada del Ponale, scavata nella roccia nell'Ottocento e oggi chiusa alle auto, sale verso la Val di Ledro con il lago sotto i piedi ed è una passeggiata di un'ora. Sopra Riva ci sono le falesie, e l'alto Garda è una delle mete europee dell'arrampicata. La cascata del Varone, in una forra coperta, cade per novantotto metri e si visita con la pioggia.

In Val di Ledro, venti minuti sopra il lago, c'è il museo delle palafitte: i pali di un villaggio dell'età del bronzo, emersi nel 1929 quando il lago fu abbassato per una centrale, è patrimonio Unesco dal 2011.